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Atelier Riforma, la startup che riduce l’impatto ambientale del settore tessile attraverso l’economia circolare

Tornano i nostri Racconti dall’incubatore, il format di interviste ai founder delle startup che hanno partecipato al percorso del nostro Incubatore Certificato.  

Oggi siamo in conversazione con Elena Ferrero e Sara Secondo, co-founder di Atelier Riforma, startup innovativa a vocazione sociale di upcycling (riuso) per una moda sostenibile. L’iniziativa interviene sull’impatto ambientale dell’industria tessile, la quale, per fare un esempio, impiega 2.700 litri di acqua per produrre una sola T-shirt. Pari al fabbisogno d’acqua di una persona per due anni e mezzo.

Lasciamo raccontare Atelier Riforma e la loro esperienza con dpixel, chiedendogli in primis di presentarsi.

Io sono Elena Ferrero, ho 29 anni e una formazione di tipo scientifico-sanitario, da sempre sono appassionata di sostenibilità e innovazione.

Io sono Sara Secondo, ho 31 anni e ho una formazione in campo giuridico, da sempre sono attiva nell’associazionismo e mi appassionano le tematiche sociali. Ci siamo conosciute durante il percorso formativo della Fondazione CRT “Talenti per l’Impresa” (edizione 2018-2019) e proprio durante quest’esperienza è nata l’idea di Atelier Riforma.

Perché Atelier Riforma? In cosa consiste la sua unicità?
Atelier Riforma è una startup innovativa a vocazione sociale, che abbiamo costituito nel 2020 con l’obiettivo di ridurre l’enorme impatto ambientale del settore tessile-moda attraverso l’economia circolare. Finora abbiamo perseguito questo obiettivo attraverso l’arte sartoriale: raccogliendo abiti usati, dando loro nuovo valore tramite una rete di sarti e sartorie sociali e infine rivendendoli online (abbiamo creato il primo e-commerce in Italia dedicato all’upcycling).

Ad oggi stiamo cambiando modello di business, puntando sulla tecnologia, in modo da applicare questo modello circolare a una più ampia scala. A gennaio di quest’anno abbiamo iniziato lo sviluppo (con brevetto provisional) della prima tecnologia basata sull’IA che automatizza la catalogazione, smistamento e digitalizzazione dei rifiuti tessili, unita a una piattaforma B2B che connette gli attori del settore raccolta rifiuti tessili con quelli del settore moda circolare. La tecnologia si chiamerà Re4Circular e permetterà di indirazzare ciascun capo d’abbigliamento dismesso verso la destinazione circolare più idonea, tra riuso, riciclo o upcycling.

Il sogno è creare un sistema in cui nessun capo d’abbigliamento, dopo il suo utilizzo, si trasformi in un rifiuto, ma al contrario venga continuamente recuperato, trasformato e reinserito nel ciclo economico, rigenerando il suo valore.

Secondo voi come cambia una startup quando partecipa a un programma di incubazione 
Si migliora, perché è sottoposta continuamente a stimoli e sfide. Cerca di raffinare il modo di presentarsi a possibili investitori e clienti, impara a cogliere le opportunità legate a bandi e premi del settore e soprattutto può partecipare a eventi di networking dove incontrare partner e altre startup con cui confrontarsi!

Consigli tra founder: cosa direste a un imprenditore che abbia appena fondato la sua startup?
Preparati a faticare! Creare e far crescere una startup significa costruire qualcosa da zero che, per definizione, è nuovo, innovativo, non ha precedenti. Ma non bisogna abbattersi alle prime porte in faccia (che ci saranno sicuramente!), bisogna imparare a modificare il proprio progetto in funzione delle risposte esterne. E’ una strada piena di sacrifici, duro lavoro, delusioni, ma ti aiuta a tirare fuori una grinta e una determinazione che non pensavi di avere.

Raccontateci una storia dall’incubatore o una sfida memorabile che avete vissuto nel percorso di incubazione.
Uno dei momenti che ci è rimasto più impresso è sicuramente l’Investor Day che si è svolto a fine novembre 2021. E’ stato un evento in grande stile, una vera opportunità per le startup incubate. E’ stato emozionante avere un pubblico così attento e soprattutto poter coltivare in seguito le relazioni incominciate quel giorno.

Quali i sono i piani di Atelier Riforma per il 2022?
Vogliamo finire di sviluppare il prototipo della nostra tecnologia e iniziare ad allenare l’Intelligenza Artificiale, per poi integrarla nel prototipo. Vorremmo fare un round di investimento di 250.000 € per concludere la tecnologia e soprattutto ampliare il nostro team (in particolare lato IT e marketing). E chissà che non riusciamo anche a vincere qualche premio, visto siamo in semifinale per diversi importanti premi nel nostro settore!

Per cosa consigliereste, in particolare, il percorso di incubazione di dpixel?
Per la solida rete di contatti che ha dpixel e per la serietà con cui portano avanti il programma. Ci sono opportunità per ogni tipo di startup!

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